Continua la querelle tra la scuola e l’Associazione Italia-Russia

PUBBLICHIAMO UNO STRALCIO DI UN COMUNICATO CHE STA GIRANDO SULLA STAMPA IN QUESTI GIORNI RIGUARDO ALLA SITUAZIONE DI ALCUNI LOCALI DELL’ISTITUTO CHE SONO  OGGETTO DI UNA SINGOLARE CONTESA TRA LA SCUOLA E L’ASSOCIAZIONE ITALIA-RUSSIA.

“Nel 2013, quando i nostri alunni erano molto meno numerosi, il Comune di Milano ha giustamente pensato di dare in locazione l’ultimo piano dell’edificio, che noi non utilizzavamo, all’Associazione Italia Russia che credo avesse una sede non più disponibile.

Il contratto avrebbe avuto scadenza nel 2015.

Da allora è stato prorogato due volte e ogni volta per un anno.

La seconda proroga scadeva tassativamente il 30 giugno 2017

Dal 2015 d’altronde il D.S. Prof. Sergio Roncarati si è attivato per far presente che il piano ci sarebbe servito a breve perchè negli ultimi anni abbiamo avuto un forte incremento di iscrizioni, siamo passati dall’avere 4 classi prime ad averne 7.

Nell’anno scolastico appena finito sono uscite 5 classi terze ed entreranno il prossimo anno 7 classi prime.

Il secondo piano è diventato indispensabile. Nei due piani a nostra disposizione abbiamo 16 aule e l’anno prossimo avremo 20 classi, senza pensare che già quest’anno per dare spazio alle classi abbiamo dovuto sacrificare aule e spazi che erano stati dedicati ai laboratori, al sostegno e allo studio dello strumento. Da 5 anni infatti siamo una scuola ad orientamento musicale e  quindi i nostri alunni studiano anche pianoforte, chitarra, violino e flauto con relativa necessità di aule dedicate.

Nell’ultimo anno, avendo già la scuola 2 classi in esubero rispetto alle aule a disposizione, si era arrivati con l’Associazione Italia Russia ad un compromesso, ovvero usare due aule del secondo piano in promiscuità: nella mattinata la scuola e nel pomeriggio l’Associazione.

E’ stata una difficile convivenza perchè le esigenze e l’età dei rispettivi “utenti” non era compatibile. A metà circa dell’anno scolastico abbiamo dovuto desistere, almeno in parte.

Il 30 giugno avrebbe dovuto essere la data che definitivamente chiudeva il contratto di locazione.

Purtroppo ci siamo resi conto che, non solo l’Associazione era ancora nella sua sede e che non si vedevano segni di un imminente trasloco, ma è uscito sul Corriere della Sera un articolo in cui la responsabile dell’Associazione stessa dichiarava che: «Il Comune non intende rinnovare il contratto di concessione e così, con l’associazione rischia di scomparire un pezzo di storia della città e un raro patrimonio vincolato dalla Sovrintendenza ai Beni culturali….La scuola ha chiesto l’uso di questi spazi al Comune, che ci ha comunicato che il contratto non sarà rinnovato». Martedì l’ultima comunicazione: restituite le chiavi.. Il tempo stringe: dopo l’estate devono ripartire i corsi e va preparato il grande appuntamento. «Speriamo in una soluzione: una chiusura potrebbe essere per noi definitiva e metterebbe a rischio il nostro patrimonio bibliotecario».

Che il  contratto di locazione avesse un carattere temporaneo era noto da almeno due anni, data della prima proroga e l’Associazione Italia Russia non lo ha certo scoperto il giorno 30 giugno.

La scuola inoltre non sta affatto chiedendo la chiusura dell’Associazione, sta solo rivendicando il rispetto di una tempistica nota e l’utilizzo di spazi di cui ha assoluta necessità.

A settembre, se quegli spazi non saranno disponibili, le alternative saranno: fare lezione nei corridoi o in giardino.

Non ha forse diritto anche la scuola di usufruire degli spazi che le sono dovuti?”

 

Il Comune di Milano sta lavorando per cercare una nuova sede all’Associazione e l’assessore all’Educazione e vicesindaco Anna Scavuzzo ha dichiarato: “I patti sono chiari. Gli spazi sono della scuola e alla scuola devono tornare, visto che servono”.

 

QUI la petizione lanciata da alcuni insegnanti della scuola

QUI potete trovare il link a Metro Regione di Radio Popolare in cui si parla della nostra scuola