CAA – Comunicazione Aumentativa

la CAA

La terminologia Comunicazione Aumentativa Alternativa (“Augmentative and Alternative Communication”, CAA) si riferisce a tutte le conoscenze, le tecniche, le strategie e agli ausili, tecnologici e non, che possono facilitare e migliorare la comunicazione in persone che presentano una carenza o un’assenza temporanea o permanente, ad utilizzare i più comuni canali comunicativi, soprattutto il linguaggio orale e scritto. Si definisce Aumentativa perché non sostituisce ma incrementa le possibilità comunicative naturali della persona. Noi tutti usiamo la comunicazione aumentativa, e noi vediamo altra gente usarla tutti i giorni. Non siamo tuttavia consapevoli di ciò. La comunicazione aumentativa è il modo con cui le persone comunicano senza parola. E’ la modalità di usare gesti, espressioni facciali, liste della spesa e note scritte per aiutarci a trasferire un messaggio. Il termine “alternativa”, che in origine era affiancato ad “aumentativa”, è stato progressivamente abbandonato negli anni, sia perché le situazioni in cui l’intervento è in “alternativa” al linguaggio verbale sono pochissime(quasi esclusivamente le malattie progressive), sia perché dava facilmente adito ad equivoci. Si tratta di un intervento che tende a creare opportunità di reale comunicazione e a coinvolgere la persona che utilizza la CAA e tutto i suo ambiente di vita. Un sistema di CAA è una specie di “decodificatore immediato continuo” tra il linguaggio del bambino ed il nostro, e viceversa (da la lascuolapossibile.it)

Un progetto di CAA alla Manara

 

Dante in CAA

UNA QUESTIONE DI CLASSE

“Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai in una selva oscura”.

Inizia così il poema più letto e studiato al mondo, croce e delizia di ogni generazione di studenti, versi davanti ai quali, prima o poi, tutti si imbattono!

Per obbligo, perché è previsto dai programmi scolastici; per piacere, quando noi docenti riusciamo nell’arduo compito di trasmettere l’infinita bellezza di quel viaggio straordinario tra i regni ultraterrenti; per diritto, perché, in fondo, leggere Dante è anche un diritto di ogni studente. Di chi ne comprende appieno il significato, di chi si appassiona da subito o col tempo, di chi si annoia terribilmente e anche di chi ha difficoltà nella lettura, di chi ha altri canali di comunicazione e di apprendimento.

E’ il caso della II F che quest’anno ha letto, insieme a Leonardo, l’Inferno dantesco. Le ardue sestine sono state semplificate e tradotte in comunicazione aumentativa, i ragazzi della classe e alcuni valenti collaboratori della 2b hanno disegnato gli episodi principali del poema dantesco e, giorno dopo giorno, la lettura di Dante è entrata a far parte delle routine giornaliere preferite di Leonardo. I compagni si sono alternati nel ruolo di lettori e insieme hanno cantato una canzone allegra e divertante su Dante, innamorato cotto di Beatrice!

Condividere insieme ai compagni gli stessi spazi, gli stessi tempi e le stesse storie, ognuno con i suoi strumenti e le sue possibilità. E’ l’inclusione: un bellissimo diritto, una questione di storie, una questione di classe.

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Clicca sul link per vedere il lavoro realizzato:

https://goo.gl/photos/xhDKpHT3THBCWnAXA

Prof.sse Giusi Marangi, Romina Romano, Prof. Francesco Pettinari

 

L’ARTICOLO USCITO SUL GIORNALINO DELLA SCUOLA A DICEMBRE

Nell’era della comunicazione 2.0 alla Morosini si sperimentano nuove forme di linguaggio.

Quando la parola non basta, le immagini vengono in nostro aiuto. E’ questo il caso della C.A.A. Comunicazione Aumentativa Alternativa.

Durante lo scorso anno la classe I^F (attuale II^) ha elaborato con le prof.sse L. Capozucca, G. Marangi (S.Licitra) un primo tentativo con questo tipo di scrittura, costruendo una mini “Odissea”, che vede ridotte, tradotte in simboli e messe in musica ,le gesta del prode Ulisse.

Quest’anno ci sentiamo pronti ad affrontare, quindi, una nuova sfida.

Il consiglio di classe della I^C, nell’ambito dei laboratori delle classi aperte, ha scelto di lavorare sulla progettazione di un in-book, in cui i ragazzi possano inventare un’intera storia in C.A.A. che possa includere nel progetto e nella futura lettura anche gli allievi L.B. e B. . Il consiglio ha per cui valutato, in maniera molto significativa, l’impatto che la conoscenza di questo nuovo canale comunicativo avrebbe potuto avere sugli studenti. Partendo quindi dalla condivisione di uno storyboard, i nostri allievi dovranno tarare la narrazione sulle peculiarità della comunicazione aumentativa e compiere precise scelte stilistiche.

L’esperienza della Prof. Capozucca, che negli anni passati ha approfondito i temi relativi ai processi di inclusione, attraverso questo tipo di comunicazione, è di fondamentale importanza ed ha permesso alla classe di acquisire l’insieme di conoscenze tecniche funzionali alla semplificazione e al miglioramento della comunicazione tra persone che utilizzano canali diversi.

Per raggiungere quest’ambizioso  obiettivo, nel migliore dei modi, si è inoltre tenuto nella nostra scuola, un incontro con la Dott. Ssa V. Cimò, esperta in C.A.A. in servizio presso il centro UONPIA di Milano. Insegnanti ed allievi hanno seguito con partecipazione ed interesse le indicazioni della dottoressa, entrando in questo mondo magico dove parole ed immagini si incontrano avvicinando tra loro ragazzi con esigenze diverse.

Questa è la Scuola dell’Inclusione.

Milano 24/11/2016

S. Defazio, G.Marangi, F. Pettinari